
Livello di difficoltà: MEDIO Costo: MEDIO Tipologia: CONTORNO, RICETTA TRADIZIONALE
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Livello di difficoltà: BASSO Costo: BASSO Tipologia: CONTORNO, SECONDO PIATTO
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Livello di difficoltà: BASSO Costo: BASSO Tipologia: ZUPPA
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Livello di difficoltà: BASSO Costo: BASSO Tipologia: CONTORNO, ANTIPASTO
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Livello di difficoltà: MEDIO Costo: MEDIO Tipologia: PRIMO PIATTO
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L’autore delle ricette
Le ricette sono state selezionate da Federico Poletta, giovane imprenditore che ha deciso di investire sul proprio territorio, la Val d’Agri. È il titolare di “Mea Terra”, un’azienda agricola e fattoria didattica situata a Grumento Nova, a poca distanza dall’importante sito archeologico di Grumentum e dal meraviglioso scenario naturalistico del Lago del Pertusillo. L’idea nasce da Federico con li prezioso supporto della sua famiglia. Mea Terra è una azienda agricola/fattoria didattica che si estende su circa 15 ettari, di cui dedicati a centro aziendale e il restante ricoperto da boschi e coltivato in parte ad orticole. Il centro aziendale comprende un’aula multifunzionale (per attività laboratoriali, compleanni ed eventi), una “casa museo” dedicata al mondo contadino lucano, un’ampia area pic-nic circondata da alberi monumentali e antichi tratturi, ricoveri con diverse specie animali (cavalli, asini, galline, oche, pavoni, uccelli esotici, lama…), un vigneto, un’area giochi per bambini.

Livello di difficoltà: MEDIO Costo: MEDIO Tipologia: RICETTA PASQUALE, RUSTICO
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Livello di difficoltà: BASSO Costo: BASSO Tipologia: SECONDI PIATTI, CONTORNI
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Livello di difficoltà: MEDIO Costo: BASSO Tipologia: SECONDI PIATTI, CONTORNI
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Livello di difficoltà: MEDIO Costo: MEDIO Tipologia: RICETTA PASQUALE, RUSTICO
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Livello di difficoltà: MEDIO Costo: MEDIO Tipologia: DOLCI TRADIZIONALI
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L’autore delle ricette
Le ricette sono state selezionate da Federico Poletta, giovane imprenditore che ha deciso di investire sul proprio territorio, la Val d’Agri. È il titolare di “Mea Terra”, un’azienda agricola e fattoria didattica situata a Grumento Nova, a poca distanza dall’importante sito archeologico di Grumentum e dal meraviglioso scenario naturalistico del Lago del Pertusillo. L’idea nasce da Federico con li prezioso supporto della sua famiglia. Mea Terra è una azienda agricola/fattoria didattica che si estende su circa 15 ettari, di cui dedicati a centro aziendale e il restante ricoperto da boschi e coltivato in parte ad orticole. Il centro aziendale comprende un’aula multifunzionale (per attività laboratoriali, compleanni ed eventi), una “casa museo” dedicata al mondo contadino lucano, un’ampia area pic-nic circondata da alberi monumentali e antichi tratturi, ricoveri con diverse specie animali (cavalli, asini, galline, oche, pavoni, uccelli esotici, lama…), un vigneto, un’area giochi per bambini.

Livello di difficoltà: BASSO Costo: BASSO Tipologia: CONTORNI, ZUPPE
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Livello di difficoltà: MEDIO Costo: BASSO Tipologia: PRIMI PIATTI
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Livello di difficoltà: BASSO Costo: MEDIO Tipologia: SECONDI PIATTI
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Livello di difficoltà: MEDIO Costo: BASSO Tipologia: DOLCI TRADIZIONALI
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Livello di difficoltà: MEDIO Costo: MEDIO Tipologia: DOLCI TRADIZIONALI
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L’autore delle ricette
Le ricette sono state selezionate da Federico Poletta, giovane imprenditore che ha deciso di investire sul proprio territorio, la Val d’Agri. È il titolare di “Mea Terra”, un’azienda agricola e fattoria didattica situata a Grumento Nova, a poca distanza dall’importante sito archeologico di Grumentum e dal meraviglioso scenario naturalistico del Lago del Pertusillo. L’idea nasce da Federico con li prezioso supporto della sua famiglia. Mea Terra è una azienda agricola/fattoria didattica che si estende su circa 15 ettari, di cui dedicati a centro aziendale e il restante ricoperto da boschi e coltivato in parte ad orticole. Il centro aziendale comprende un’aula multifunzionale (per attività laboratoriali, compleanni ed eventi), una “casa museo” dedicata al mondo contadino lucano, un’ampia area pic-nic circondata da alberi monumentali e antichi tratturi, ricoveri con diverse specie animali (cavalli, asini, galline, oche, pavoni, uccelli esotici, lama…), un vigneto, un’area giochi per bambini.

Livello di difficoltà: BASSO Costo: MEDIO Tipologia: INSALATE
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Livello di difficoltà: BASSO Costo: BASSO Tipologia: CONTORNI, SECONDI PIATTI
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Livello di difficoltà: MEDIO Costo: MEDIO Tipologia: DESSERT
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Livello di difficoltà: MEDIO Costo: BASSO Tipologia: DOLCI TRADIZIONALI
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Livello di difficoltà: BASSO Costo: BASSO Tipologia: DOLCI TRADIZIONALI
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L’autore delle ricette

Le ricette sono state selezionate da Federico Poletta, giovane imprenditore che ha deciso di investire sul proprio territorio, la Val d’Agri. È il titolare di “Mea Terra”, un’azienda agricola e fattoria didattica situata a Grumento Nova, a poca distanza dall’importante sito archeologico di Grumentum e dal meraviglioso scenario naturalistico del Lago del Pertusillo. L’idea nasce da Federico con li prezioso supporto della sua famiglia. Mea Terra è una azienda agricola/fattoria didattica che si estende su circa 15 ettari, di cui dedicati a centro aziendale e il restante ricoperto da boschi e coltivato in parte ad orticole. Il centro aziendale comprende un’aula multifunzionale (per attività laboratoriali, compleanni ed eventi), una “casa museo” dedicata al mondo contadino lucano, un’ampia area pic-nic circondata da alberi monumentali e antichi tratturi, ricoveri con diverse specie animali (cavalli, asini, galline, oche, pavoni, uccelli esotici, lama…), un vigneto, un’area giochi per bambini.
]]>L’e-commerce rappresenta una importante opportunità non solo per le grandi ma anche per le piccole imprese che sappiano coglierla e una minaccia per quelle che invece trascureranno il commercio online, rischiando di essere tagliate fuori dai principali canali di commercio.
Di questo sembra consapevole anche la regione Basilicata che ha annunciato la realizzazione di un sito dedicato, Basilicatatipica, attualmente in fase di sviluppo.
I territori di Cuore Basilicata sono ricchi non solo di storia, cultura e panorami mozzafiato, ma anche di una gastronomia che presenta prodotti d’eccellenza che possono essere valorizzati, portandoli oltre i confini dei singoli paesi, verso i clienti nazionali e internazionali.
Realizzare un e-commerce efficace significa avere una vetrina aperta al mercato mondiale attiva ininterrottamente, per mezzo della quale poter raggiungere i clienti interessati che non possono recarsi presso il punto vendita per acquistare. Inevitabilmente, la maggiore reperibilità dei prodotti di qualità giova anche nel contrasto al fenomeno sempre più diffuso della contraffazione degli stessi, che prolifera soprattutto quando il prodotto originale non è acquistabile in un luogo diverso da quello della sua produzione.
Nonostante i vantaggi innegabili dell’e-commerce molte realtà e prodotti che fanno onore al territorio valorizzando la qualità lucana sono lontani dall’essere conosciuti, apprezzati e acquistati oltre i confini del territorio stesso con l’e-commerce. Secondo una nostra indagine, tra 22 imprese che producono prodotti enogastronomici e artigianali che hanno ottenuto il riconoscimento di Qualità Lucana solo una è attiva nell’e-commerce diretto al momento.
Nunziante Scote con la sua famiglia gestisce l’impresa agricola “Per Boschi e Contrade”, con sede a Sarconi. L’impresa è tra le premiate con il riconoscimento “Qualità Lucana”. È una delle imprese lucane che hanno avviato l’attività di e-commerce. Abbiamo chiesto la sua testimonianza.

Qual è la storia dell’azienda e in che modo è legata al territorio?
«L’azienda nasce nel ‘97, sono più di 25 anni di attività ormai. La nostra attività principale al momento è la trasformazione di prodotti ortofrutticoli dell’area della Val d’Agri ma non solo, perché ci spostiamo fino alla Piana del Metapontino, lavorando però soltanto frutta e ortaggi lucani partendo sempre dal prodotto fresco e mai industriale; a tal proposito posso dire di sapere nome e cognome di ogni produttore, per un concetto di tracciabilità che oggi il mercato richiede, al di là dei controlli classici. Riteniamo sia importante avere una filiera produttiva di aziende che sposino la nostra filosofia di trasformazione. Cerchiamo quindi di garantire sempre un prodotto made in Italy il più possibile, provando a coniugare tra loro le produzioni tipiche legate alle vecchie cultivar che ben si sposano con gli ecosistemi, il paesaggio e l’ambiente di appartenenza. Lavoriamo per esempio il fico rosa di Pisticci, la fragola candonga di Policoro, l’arancia di Tursi e il fagiolo di Sarconi. Nel 97/98, dopo aver ricevuto il marchio IGP, abbiamo iniziato qualche sperimentazione e abbiamo creato “Fasoldò” la nostra crema al Fagiolo di Sarconi che coltivavamo già da tempo con iscrizione al consorzio. Questo prodotto, nato in occasione di una sagra, è diventato così il nostro prodotto identificativo perché riesce bene a coniugare la tradizionalità di un prodotto tipico con l’innovazione del prodotto trasformato. Oltre a questo, c’è anche tutta una parte di studio sulle diverse possibilità di utilizzare varietà nuove di diversi prodotti, su cui i produttori investono per arrivare a varietà sempre più buone e diversificate a seconda della tipologia di lavorazione e di utilizzo che se ne vorrà fare».

Quando nasce l’esigenza di creare un e-commerce diretto?
«Inizialmente non ero molto convinto dell’e-commerce diretto in tutta onestà, perché quasi tutti i nostri rivenditori hanno il loro e-commerce, per questo motivo ho pensato che potesse essere una sorta di concorrenza a loro. Durante il periodo della pandemia, circa un anno e mezzo fa, abbiamo avuto più tempo per documentarci e siamo arrivati alla conclusione che l’e-commerce aziendale fosse un canale integrativo che ormai tutte le aziende all’avanguardia hanno, così abbiamo creato il nostro, che va ad affiancarsi al sito, che precedentemente era puramente informativo e serviva soltanto come vetrina dei nostri prodotti».
A distanza di un anno e mezzo circa, come valutate i risultati ottenuti dalle vendite online?
«Nonostante lo scetticismo iniziale, il bilancio dei risultati ottenuti è positivo! Partiamo dal presupposto che si tratta di un e-commerce legato a chi già ha avuto l’occasione di conoscere l’azienda e i suoi prodotti, per chi li ha già acquistati sul territorio oppure da un rivenditore; prima della creazione dell’e-commerce diretto, mi contattavano i clienti per avere informazioni su come reperire il prodotto prescelto nei punti vendita della loro zona. In questo modo si andava a creare un iter di domande, scambi di e-mail, risposte, invio dei listini, ecc.. Tutto ciò ovviamente comportava tempi lunghi che andavano a pesare sia sull’azienda che sul cliente, cosa che l’e-commerce ha eliminato, rendendo il processo immediato e veloce e il cliente autonomo nelle scelte e nell’acquisto. Per esempio, abbiamo clienti da Cortina d’Ampezzo, Milano, Bari, Firenze, luoghi distanti dall’azienda e molto distanti tra loro che sarebbe stato complicato raggiungere immediatamente in maniera diversa:I nostri clienti hanno invece concluso il loro acquisto con due click!».
Ci sono altri progetti futuri su come implementare e sfruttare ancora di più l’ecommerce?
«Al momento abbiamo dedicato questo canale esclusivamente ai prodotti, ma ci piacerebbe più in là, creare una sezione dedicata, una sorta di vetrina tematica dedicata agli eventi (di cui già in parte ci occupiamo, mettendo a disposizione la location), per offrire proposte nell’ambito wedding, con le cosiddette bomboniere gastronomiche, con la personalizzazione del prodotto e dell’etichetta, in base alle esigenze del cliente e dell’evento in questione, perché ci sembra un bel settore su cui poter andare a investire per offrire un prodotto diversificato e personalizzabile. Un’altra sezione potrebbe essere dedicata alla regalistica, anche se ora ci si concentra prettamente sul periodo natalizio, per offrire soluzioni dedicate alle festività nei diversi periodi dell’anno, sempre attraverso l’e-commerce».
Ricordiamo che Cuore Basilicata mette a disposizione sul proprio sito un corso gratuito “Capisci l’Internet?” che offre a chi è a digiuno di conoscenze web i primi rudimenti per poter iniziare a organizzare una propria presenza online, il primo passo verso l’e-commerce.
Foto in copertina: Mark Kõnig
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E’ molto probabile che il rafano sia giunto in Basilicata attraverso la dominazione normanna, e che, viste le caratteristiche pedoclimatiche e la grande abbondanza d’acqua, abbia attecchito un po’ su tutto il territorio lucano. Questa radice si adatta a qualsiasi condizione, prediligendo però luoghi freschi e ricchi d’acqua, caratteristiche che l’Appennino lucano raccoglie perfettamente al suo interno. Ma è nella cucina contadina locale che il rafano trova il suo habitat ideale, affermandosi nel tempo come uno dei condimenti più utilizzati: non è un caso che nel potentino sia ancora definito “il tartufo dei poveri”.
L’utilizzo del rafano oggi, soprattutto nell’area di Cuore Basilicata, è legato a tradizioni culinarie del periodo carnevalesco per la preparazione di piatti tipici come la nota “rafanata”, una sorta di frittata nella quale il rafano è omogeneizzato con pecorino, uova e pane raffermo sbriciolato; il rafano è inoltre utilizzato come condimento per i tradizionali “ferricelli” (pasta fatta in casa) conditi con sugo di carne.
Per il suo elevato contenuto in vitamina C, vitamina B1, olii essenziali, glucosinolati e altri composti attivi, il rafano presenta proprietà chimiche, nutrizionali e salutistiche che possono essere sfruttate anche in campo erboristico e fitoiatrico. Si evidenziano inoltre le sue importanti proprietà antibatteriche e antibiotiche.
La radice ha un sapore dolce, senapato, leggermente piccante e soprattutto fortemente aromatico e balsamico (si avverte decisamente nelle vie respiratorie e causa lacrimazione). Il rafano grattugiato inoltre deve essere utilizzato immediatamente o al massimo conservato sott’olio o aceto. In cucina è spesso utilizzato anche per creare squisite salse che esaltano il sapore di carni, ortaggi e verdure, bolliti, carni alla griglia, pesce, ecc.
Tra le manifestazioni del territorio ricordiamo la “Rafanata” di Cia-Agricoltori Italiani Basilicata giunta nel 2019 alla sua 25esima edizione.
]]>Lavate accuratamente gli intestini e le animelle, raschiate per rimuovere la parte scura e lasciateli in acqua fredda e sale per 12 ore.
Asciugate con un panno e mettete da parte le budelline e la rete. Avvolgete poi le interiora a mo’ di gomitolo.
Tagliate la rete in quattro parti da 20 cm circa. Dopodiché appoggiateci sopra le interiora, una fetta di lardo, un pizzico di sale, un filo d’olio, l’aglio, il prezzemolo e il peperoncino sminuzzati. Avvolgete e legate ben strette le budelline.
Sistemate infine gli involtini su di una griglia e arrostite sulla brace.
Una vera specialità gastronomica lucana, gli “gnummarieddi” o “gliummarieddi” sono gustosi involtini di interiora (generalmente di capretto o agnello lattante) conditi con peperoncino, aglio e prezzemolo.
Il termine dialettale deriva dal latino “glomus” ovvero gomitolo. Questa preparazione era molto diffusa un tempo nelle aree rurali, quando, tra i contadini, vi era la necessità di consumare anche le frattaglie.
In una ciotola sciogliete il lievito di birra con acqua tiepida.
Disponete la farina a fontana e aggiungetevi il lievito sciolto, i ciccioli, la polvere di peperone, un pizzico di sale, i semi di finocchio, lo strutto e dell’altra acqua se necessario. Amalgamate e impastate il tutto fino a ottenere un composto liscio e omogeneo. Coprite l’impasto con un canovaccio e lasciate riposare per circa 2 ore.
Dopo la lievitazione prendete l’impasto e stendetelo in una teglia ben unta.
Infornate a 200° per 30 minuti circa.
La pizza ai ciccioli sarà pronta quando avrà assunto una colorazione dorata.
Il “cicciolo” è un prodotto alimentare altamente calorico ottenuto dalla lavorazione del grasso di maiale. Questo prodotto nasce con il preciso intento di consumare qualsiasi parte dell’animale macellato, poiché “del maiale non si buttava via niente”.
Disponete la farina a fontana e aggiungete all’interno i semi di finocchio, il sale, l’uovo, il lievito, lo strutto e dell’acqua.
Impastate il tutto (aggiungendo altra acqua se necessario) fino a ottenere un panetto liscio e omogeneo. Il composto dovrà riposare per circa un’ora a temperatura ambiente, coperto da un canovaccio umido.
Nel frattempo, in una pentola portate a bollore dell’acqua che utilizzerete successivamente per la cottura dei biscotti.
Prelevate piccole porzioni di impasto che andrete a stendere in modo da ricavare dei cilindri di 1-2 cm di diametro e 20 cm circa di lunghezza. Prendete le estremità dei vostri cilindri di pasta e sovrapponetele, facendo una leggera pressione per attaccarle tra loro. Le forme da scegliere variano da quella classica del tipico tarallo fino alla tradizionale sagoma ad “8”.
Immergete delicatamente i biscotti nell’acqua bollente. Appena saliranno a galla, scolateli con l’aiuto di una schiumarola e sistemateli su un canovaccio pulito.
Disponete i vostri biscotti al finocchio su una teglia ben coperta da carta da forno. Infornateli a 200 gradi per 25 minuti circa. Una volta che avranno assunto una colorazione dorata, sfornateli e lasciateli raffreddare completamente prima di consumarli.
In Basilicata esiste un vastissimo assortimento di biscotti sia dolci che salati, aromatizzati con spezie o ricoperti di glassa, e dalle forme e grandezze più disparate (le ricette possono variare addirittura da famiglia a famiglia!). La variante a base di semi di finocchio accompagna perfettamente formaggi tipici, salumi e buon vino locale.
Un tempo, tra le massaie lucane vi era l’abitudine di preparare biscotti in occasioni importanti come matrimoni, festività religiose e compleanni.