Notizie “In Val d’Agri mi sento a casa”. Intervista al regista Iacopo Patierno

Con la realizzazione di “Due ma non due” e “Cuori Lucani”, il regista documentarista Iacopo Patierno è entrato nel vissuto dei paesi della Val d’Agri, andando a conoscere realtà differenti al suo interno, dalle più note alle più nascoste, raccontandone il quotidiano e portando le tradizioni, le eccellenze, l’artigianato, la gastronomia e le bellezze dei nostri territori nel cuore di un pubblico molto ampio, svolgendo così una forte opera di valorizzazione. Andiamo a scoprire qualcosa di più sul suo lavoro!

Come è arrivato a fare il regista? Che studi ha fatto e quali sono state le sue prime esperienze in questo campo?

«Dopo la Laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (DAMS) a Bologna nel 2000, e l’Erasmus ad Amsterdam, vinco la borsa di studio post laurea “Leonardo da Vinci”, che mi porta a vivere per diversi anni in Svezia, paese con una forte presenza di grandi documentaristi. Infatti, sapevo già che tra la fiction e il documentario avrei intrapreso questo tipo di scelta, perché fin da subito si trattava di un prodotto che sentivo più mio. Dopo un primo periodo in una città che si chiama Göteborg ho iniziato a lavorare con Erik Gandini, che posso considerare il mio maestro, e sono stato con lui per circa 3 anni collaborando come assistente alla regia tra le altre cose. Abbiamo realizzato così il primo lungometraggio nel 2009. All’epoca avevo già in mente l’idea di voler fare un po’ di tutto perché pensavo, e penso tutt’ora, che non si può essere regista se non si sa come funzioni tutto il resto; naturalmente non si diventa un eccellente direttore alla fotografia o un bravissimo montatore, ma sono dell’idea che bisogna provare a farlo qualche volta! Ci sono infatti dei prodotti che ho realizzato da solo, come “Cuori Lucani”, mentre altri con una troupe più grande come “Due ma non Due”; io non credo che una cosa abbia più o meno valore dell’altra, dipende proprio da cosa si vuole realizzare. Naturalmente  essere da soli è più faticoso, ma si è più agili e flessibili, mentre con l’aiuto di più persone ci si riesce ad organizzare meglio (anche se bisogna tener conto che nella realizzazione dei documentari non si tratta mai di gruppi molto ampi).»

Un accenno ai diversi film e documentari che ha realizzato

«“We call it Skwee” è il primo lungometraggio che ho realizzato nel 2009 in Svezia, sulla nascita di un nuovo genere di musica elettronica scandinava. Si trattava di realizzare per la prima volta un film tutto mio dall’inizio alla fine, da qui ho posto le basi per tutta la mia carriera a venire perché ho messo alla prova sia le riprese che il montaggio e soprattutto la regia. Dopo di che c’è stato un lungo periodo di tempo in cui non ho realizzato progetti personali, per arrivare poi arrivare al 2016-2017 in cui sono usciti “Il teatro fa bene”, la serie web del progetto omonimo e il film successivo “Wiwanana” che è stato un lungo progetto girato tra Italia e Mozambico e ha segnato l’inizio alla lunga collaborazione Gruppo Atlantide e Jacopo Fo Srl, che ha portato fino all’ultimo cortometraggio, “Lo Sbarco”, girato a Gela nel giugno di quest’anno. Nel mezzo ci sono stati il film “Man Kind Man” prodotto da Rai Cinema, girato in solitaria interamente nel golfo di Napoli che parla della tartaruga marina Caretta Caretta. “Due ma non Due” docufilm del soggetto di Federica Sozzi che racconta il cuore della Basilicata, l’Alta Val d’Agri e la Val Camastra, dove i protagonisti hanno condiviso il legame profondo con la loro terra, così come nella serie web “Cuori Lucani”, e infine la serie web più vista e premiata al mondo come serie DOC italiana tra il 2019 e il 2021 “Italia, Sicilia, Gela” prodotta all’interno del progetto Gela Le Radici Del Futuro

Man Kind Man

Ha ricevuto una grande quantità di premi, tra questi, quali sono quelli a cui tiene di più?

«Diventa complicato anche ricordarli tutti talvolta! Per “Italia, Sicilia, Gela”, la serie web, non posso parlare del premio più importante ma quello che mi ha sicuramente fatto piacere, ovvero che per tre anni è stata la web serie italiana documentari più premiata e portata nei festival a livello mondiale (parlando di ranking italiano, è stata la più vista in assoluto). Poi sicuramente “Cuori Lucani”, che appena uscita ha vinto premi sia a Roma come miglior TV Series al Roma Short Film Festival, che in Toscana con il Tuscany Web Fest per la categoria “web serie”. Proseguendo con “Due ma non Due” abbiamo il “Log To Green Movie Award 2021”, sezione “Opere Cinematografiche”, il premio che ci hanno dato all’interno della Mostra del Cinema di Venezia; è stato molto emozionante, sono andato con l’autrice del film, Federica Sozzi, Jacopo Fo come produttore, e abbiamo passato una bellissima serata. Da menzionare assolutamente è Il primo premio che vinsi con la serie web “Il Teatro fa Bene” all’ HollyWeb Fest 2017 di Hollywood, nella categoria “Best documentary”, perché è sempre bello e fa un certo effetto essere premiati a Los Angeles! Non me l’aspettavo proprio ed è stata una grande soddisfazione! Con “Man Kind Man”, tra i numerosi premi, di grande valore per me è il primo, l’Audience Award al Biografilm Festival, dato dal pubblico quindi, che è stato quello che mi ha assicurato che questo fosse un film che effettivamente alle persone piace; aggiungo che la cosa che mi ha fatto piacere, in aggiunta, è che sia riuscito ad andare in onda su Rai 1 domenica in seconda serata, cosa che, per un documentario riguardante i temi ambientali, non è molto comune in Italia. Per quanto riguarda “Wiwanana” invece, non è un premio ma lo considero come tale, una bellissima lettera che mi inviò personalmente l’ambasciatore italiano in Mozambico che vide il film e mi fece tanti complimenti. Aggiungo a questo proposito che è bello essere premiati e sapere di aver vinto una competizione, ma principalmente mi piace sapere cosa ne pensano le persone. Se uno spettatore resta particolarmente colpito e legge in quello che faccio anche dei sottotesti, non può che farmi assolutamente piacere. Ricordo che in seguito alla presentazione di “Man Kind Man” al Giffoni Verde Festival, una spettatrice mi inviò una bellissima e-mail che mi è rimasta nel cuore.»

Wiwanana

Quali sono le sue ispirazioni, i registi e le musiche preferite?

«Il regista di documentari che  in assoluto  ha ispirato un po’ tutti è Werner Herzog; poi ovviamente Erik Gandini, mio maestro, che incontrai inizialmente in Erasmus ad Amsterdam perché vidi un suo film che mi colpì particolarmente. Lo ritengo uno dei film maker più bravi in circolazione. Questo per ciò che riguarda i documentari, mentre per il resto ho in mente una grande quantità di nomi, perché mi piace andare a scovare cose nascoste, film o corti che restano pressoché sconosciuti ma da cui mi lascio ispirare. Non mancano poi le fonti di ispirazione più commerciali, film e soprattutto serie tv disponibili sulle diverse piattaforme streaming come tutti!»

Due ma non due” e “Cuori Lucani”: la sua esperienza

«La cosa bella del mio lavoro è che ti porta a scoprire posti che normalmente non scopriresti! A differenza del mondo delle fiction, dove occupi semplicemente una location, il mio lavoro si basa sulla conoscenza del territorio e delle persone che ci vivono, perché il fine ultimo è raccontare delle storie reali. Sono realtà molto diverse tra loro, non così conosciute. Il mio compito qui sta proprio nell’ andare all’interno del vissuto e del territorio, appassionandomi! Posso dire che ora nel territorio dell’alta Val d’Agri ormai mi sento a casa, perché l’altro aspetto positivo è che per avere un buon risultato devi anche stringere delle buone relazioni; se non scatta la chimica non riesci a portare a casa un bel film o un bell’episodio di una serie web, il che è reso semplice dalle circostanze, perché vado a raccontare e vivere situazioni estremamente piacevoli e conviviali. Sono due progetti che hanno come base quella di valorizzare un territorio e farlo conoscere, la vera missione del progetto! Per arrivare a questo fine c’è dietro tantissima ricerca, mesi di sopralluoghi, incontri e ricerca sulle storie da raccontare e come selezionarle in modo che possano andare bene insieme nell’intreccio del documentario. Non solo nel mio caso, ma nei documentari in generale, la fase di ricerca è molto lunga e fondamentale per realizzare un buon prodotto.»


«Spero che Cuore Basilicata possa continuare a fiorire e che io possa avere altre possibilità di lavorare in questi territori. Proprio a Moliterno e a Marsico Nuovo ho svolto dei laboratori nelle scuole (“Memorie dal cuore della Basilicata”) ed è stato molto bello per me lavorare con gli studenti, insegnando ad utilizzare lo smartphone in maniera più professionale possibile, realizzando anche delle interviste. È stato un bellissimo progetto a livello personale, perché la formazione e l’educazione dei più giovani è un’altra cosa che mi piace molto fare e su cui si potrebbe investire.»

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